Pieve di Santo Stefano
Pieve di Santo Stefano è un antico edificio religioso situato nel comune di Roncofreddo, nella provincia di Forlì-Cesena, in Emilia-Romagna. La storia della pieve risale a tempi antichissimi, in quanto è già menzionata in un atto notarile del 1055 come appartenente alla chiesa ravennate.
Per vari secoli, la pieve di S. Stefano è citata in documenti dell'Archivio Vescovile di Cesena per i pagamenti di decime e per l'avvicendarsi di numerosi rettori. Nel 1328, Rinarolo Brandi, con il consenso del castellano, fa ingresso nel castello di Monteaguzzo, che fa parte del territorio della pieve.
La pieve subisce una fusione della campana nel 1361, voluta dal pievano Jacobus per commemorare il ritorno del territorio sotto il dominio della Chiesa. Nel 1365, il castello di "Monteacuto" è ancora sotto la giurisdizione della chiesa di Ravenna.
Dal 1378, anno in cui Galeotto Malatesta diventa Signore di Cesena, fino al 1465, Monteaguzzo è sotto il dominio dei Malatesta. A seguito di uno smottamento del terreno avvenuto vent'anni più tardi, la pieve e l'intero paese subiscono gravi danni.
A partire dal 1490, la pieve di Santo Stefano vede alternarsi numerosi rettori per più di due secoli, spesso ricordati per essere stati trasgressori delle leggi della Chiesa. Nel 1745, l'arciprete D. G. Sirotti inaugura una serie di utili inventari che si protraggono fino alla seconda metà del XIX secolo.
Durante l'ultimo conflitto mondiale, la pieve, che era stata restaurata nel 1918, subisce il bombardamento da parte degli alleati. Chiusa al pubblico per i danni subiti, viene in seguito ripristinata e riaperta al pubblico, ma a causa dello spopolamento della collina, viene presto abbandonata.
Attualmente, si stanno svolgendo opere di manutenzione per preservare la bellezza e la storicità della Pieve di Santo Stefano e renderla nuovamente accessibile al pubblico.
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